lunedì 24 febbraio 2014

Il Silenzio...

 
«Di fatto, ogni silenzio consiste 
nella rete di rumori minuti che l'avvolge: 
il silenzio dell'isola si staccava 
da quello del calmo mare circostante 
perché era percorso da fruscii vegetali, 
da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali»

Italo Calvino 
(l'avventura di un poeta)

Carla Accardi

Trapani, 9 ottobre 1924 – Roma, 23 febbraio 2014




mercoledì 19 febbraio 2014

Groviglio


Come faremo
a dipanare il groviglio
che ha preso le nostre vite
intrecciate l'una a l'altra
senza più nessun ordine
come piaceva a te
come non piaceva a me
Incontrare l'amore
ha un prezzo troppo alto
e non c'è prezzo per riuscire
a sciogliere il groviglio
che ci avviluppa e ci intreccia
in magiche immagini
che si formano ad ogni
spostamento di un filo
Questo fato così imponderabile
che ci ha presi e
mischiati nel sangue nelle viscere
nella mente infinita e tiranna
come il tempo che passa
e mi impedisce di camminare
con te sulla sabbia umida
sfiorare appena la tua mano
guardarti negli occhi
e nel silenzio ritrovare il noi.
Lasciare le impronte
del nostro passaggio
su questa terra
che tutto sa e ci aggroviglia
ancor più.
Ha senso dibattersi
quando non c'è speranza
Non abbiamo mani per dipanare l'imponderabile
perchè si ama solo
senza un perchè.

Michelangelo


Michelangelo Buonarroti 
Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564



giovedì 6 febbraio 2014

Il Tuo Nome

Per Antonio, oggi a 30 giorni dal suo viaggio

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte...

Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!

Federico Garcia Lorca

domenica 2 febbraio 2014

1968














Il pennello corre veloce sulla tela
mentre scavi la cava che si aprirà
vincitrice nella Galleria di Via Nazionale.
Io imparo l'amore per la lettura
dai tuoi libri, a me proibiti, anche quello
con la dedica di Donatella.

Gli amici di sempre vanno e vengono
ridono, studiano, discutono
e saranno quelli della Vita.
Li guardo, dal mio cantuccio
silenziosa, ma vigile
intorno al tavolino ribaltabile
dell'armadio da te progettato.
Incollo spugnette, piccoli alberelli
sui plastici di balza e polistirolo,
mentre dal nuovisimo Decca,
che io non posso toccare, escono le note
di Yellow Submarine.

I ragazzi sfilano col braccio alzato cadenzando
il nome di Dubicek ed altri slogan di libertà
nella Primavera di quell'anno
che ha segnato la Storia e le nostre generazioni.
Ed io imparo mentre li osservo seminascosta
dall'unico balcone al secondo piano
dell'imponente palazzo umbertino.

Enrico T. ha i capelli morbidi come la seta
ed io non smetto di ccarezzarli
ed io sono sempre li, in mezzo a loro
e tra Noi per assorbire tutto da voi,
proprio come una
di quelle spugnette che incollo.

Io imparo a dipingere
ritoccando di nascosto i tuoi quadri,
rifacendo il contorno ai visi scuri ad un gruppo
di donne sarde piangenti ad un funerale.
Nel naso, radice dei miei ricordi,
odori misti di trementina, colori ad olio,
grafite e fogli di carta lucida
arrotolati nel grande cesto di vimini.

Il manifesto di Bob con i capelli ricci tutti colorati
fa da cornice al tuo letto.
Ed io su quel letto faccio capriole e intanto cresco.
Cresco con te che corri sui gradini di Valle Giulia
con le grandi cartelle sotto il braccio
cariche di progetti e idee in cerca di un futuro che verrà.
Ed io continuo a crescere mentre guardo
Mina, che seria e precisa organizza gli esami.

I quadri si susseguono, come gli anni,
insieme alle tecniche ed agli esperimenti,
e finiscono in casa di  mia madre.
Ora sono ancora tutti esposti nella sua sala 
lontani da te, lontani dal mondo così diverso
di una Via Palestro mai dimenticata..
Perchè tutto è cambiato per tutti,
come è nella ragione delle cose,
e un nuovo mondo caldo e carico di contrasti,
ti ha portato via dalla tua Terra e da noi  tutti.

Ora sei in quella Terra calda ed umida
che oggi silenziosa ti copre ed accoglie
che ti ha preso gli anni della maturità,
ti ha donato due figlie
e una compagna dolcissima

Ed io cammino per le antiche strade
dove non è rimasto più niente del prima,
neanche i chiassosi ragazzi dei Licei
ormai trasferiti altrove.
Non posso più entrare nel Palazzo,
da anni non vi abitiamo più,
e non posso neanche rivedere il balconcino
sul retro, dove io giocavo e tu parlavi
di ragazze e filosofia con Mario.

In tre ve ne siete già andati,
lasciandoci soli con i nostri dolori.

I tuoi quadri, i tuoi libri e Tu
siete ancora qui, qui dove noi
non possiamo più vederti
solo ritrovarti nei nostri tanti ricordi.

Ed io, che ho ancora i tuoi libri,
se ne apro uno
sento il tuo profumo.

Ad Antonio con il mio amore, Lucia


sabato 25 gennaio 2014

Ricordo





C’è un luogo

sul lungomare

dove la macchia ha lasciato

il proprio posto

a case vagamente arabeggianti.

Sparute palme

ombreggiano aiuole

di pitosfori malati

La sabbia rubata e si è fatta

strada e parcheggi

Al mare la risacca calpestata

d'estate confonde il suo rumore

con le urla dei bambini

e d'inverno con   
il ciarpame invernale

lasciato a marcire in un

freddo squallore sotto

un sole malato

Ma in questo luogo rubato

c’è una striscia d’asfalto

dove puoi vedere

la luna inondare il mare

fino a raggiungerti

e aspettare che i bagliori

dorati dell’alba

confondano gli occhi

fino a chiudersi nell’oblio

e fondere due corpi

in un sublime

unico ed irripetibile.

01/01/14























Lucia

L'Amore

«..il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, 
ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte 
affinché lei avesse il tempo di arrivare. 
Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile 
di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, 
più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita in comune, 
e riuscì a dirle con l'ultimo respiro: “Solo Dio sa quanto ti ho amata”».

Gabriel Garcia Marquez, “L’amore ai tempi del colera”

A Marga e ai suoi 27 anni con Antonio 

Ho dormito con te tutta la notte
















Tutta la notte ho dormito conte
vicino al mare nell'isola
eri selvaggia e dolce
tra il piacere e il sonno
tra il fuoco e l'accqua
Forse assai tardi i nostri sogni
si unirono nell'alto o
nel profondo
In alto come i rami che muove
uno stesso vento
in basso come rosse radici
che si toccano
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava come prima
come quando non esistevi
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi cercavano ciò che ora
pane, vino, amore e collera
ti do a mani piene.
Perché tu sei la coppa che
attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te tutta la notte
mentre l'oscura terra gira
con vivi e con morti
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava
la tua cintura
ne la notte
ne il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra
d'acqua marina
di alghe
del fondo della tua vita
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.

Pablo Neruda







venerdì 17 gennaio 2014

Cose inspiegabili

Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano,
 ma nell’intensità con cui vengono vissute, 
per questo esistono momenti indimenticabili, 
cose inspiegabili e persone incomparabili. 
F. Pessoa



 roma 1984



martedì 14 gennaio 2014

.....Ti farò male

Lione 1900 – mar Tirreno 1944


«Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza».

Antoine de Saint-Exupéry

lunedì 13 gennaio 2014

Arnoldo



Arnoldo Foà 
Ferrara, 24 gennaio 1916 – Roma, 11 gennaio 2014

Sit tibi terra levis


Che la terra ti sia finalmente lieve
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini, Terra d’Amore, 2003


sabato 11 gennaio 2014

per Antonio



 mio mentore, fratello, padre, amico, specchio

Al di là di te ti cerco
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.

Di là, più oltre.

Pedro Salinas (la voce a te dovuta - poema 1933)


lunedì 6 gennaio 2014

02-12-1935 / 06-01-2014

Balaustra di brezza, per poggiare stasera la mia malinconia.
Niteroi (RJ)    Ω 00:45


per Antonio sempre