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venerdì 10 maggio 2013

Fata Morgana




La leggenda narra che, dopo aver condotto suo fratello Artù ai piedi dell'Etna, Morgana si trasferisce in Sicilia tra l'Etna e lo stretto di Messina, dove i marinai non si avvicinano a causa delle forti tempeste, e lì si costruisce un palazzo di cristallo. Morgana esce dall'acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e getta nell'acqua tre sassi, il mare diventa di cristallo e riflette immagini di città. Grazie alle sue abilità, la Fata Morgana riesce ad ingannare il navigante che, illuso dal movimento dei castelli aerei, crede di approdare a Messina o a Reggio, ma in realtà naufraga nelle braccia della fata. 
La Fata Morgana non è altro che un fenomeno ottico che si ammira spesso nello stretto di Messina e nell'isola di Favignana in particolari condizioni atmosferiche. Guardando da Messina verso la Calabria, si vede come sospesa nell'aria l'immagine di Messina e, viceversa, guardando da Reggio Calabria verso Capo Peloro, si vede nello stretto Reggio

martedì 13 dicembre 2011

Santa Lucia



Il 13 dicembre si apre il periodo 
del lento aumento della luce diurna 
e annuncia la fine dell’oscurità invernale. 
In sicilia un vecchio detto contadino recita:
“La cchiù longa nuttata chi ci sia”.
la notte più lunga che ci sia

Il nome Lucia che significa “promessa di luce”, 
e per questo ha reso la Santa siracusana
protettrice della vista . 
In particolare Santa Lucia
venne implorata dai palermitani 
facendo arrivare nel porto
un bastimento carico di grano
proprio il 13 dicembre. 
I palermitani stremati dalla fame
da diversi mesi di carestia, 
per sfamarsi in minor tempo, 
bollirono il grano e promisero 
che in quel giorno non avrebbero
più mangiato alcun genere di farinacei.
Così nel giorno di Santa Lucia le tavole siciliane 
si imbandiscono con 
Panelle, Crocchè di patate, Arancine 
e infine con la dolce Cuccia. 

arancine

panelle e crocchè

cuccia

sabato 19 novembre 2011

Templi





Agrigento la valle die templi

Agrigento

Selinunte

Selinunte

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".....fatto il giro di una collina, in cima a questa, 
a ridosso di un monte più alto, ci apparve il tempio, 
intatto, fulvo, fra tutto quel verde, solitario in quella solitudine, 
con le colonne, il frontone e l'aspetto sereno di una vita immemorabile, 
meraviglioso a vedersi perchè tanto semplice ed inaspettato" . 
 Alberto Moravia
Viaggio a Segesta 1960